IL LEGNO

Elio Lucchini - Università di Trieste

     
Nel nostro paese le costruzioni in legno non hanno mai avuto una larga diffusione. Probabilmente i nostri padri hanno istintivamente evitato questo tipo di materialie, avvertendo in esso un che di provvisorio e di deperibile che mal si addiceva ad una civiltà progredita.
I nostri costruttori, accanto a queste remore di tipo storico hanno, nei confronti, del legno, anche perplessità di tipo tecnico.
Questo materiale è sempre stato considerato afflitto costituzionalmente da una serie di difetti (nodi, malformazioni) che rendono aleatoria una stima delle sue proprietà meccaniche. Queste ultime poi sono influenzate dalle condizioni climatiche ed in particolare dall'umidità dell'ambiente circostante. Ulteriori complicazioni nascono dalla tendenza dei componenti strutturali in legno, in presenza di carichi costanti eccessivi, a deformarsi permanentemente o addirittura a rompersi dopo un certo tempo. Il legno poi è un materiale anisotropo, in quanto la resistenza ed il suo modulo elastico variano a seconda che gli sforzi siano applicati parallelamente alla direzione della fibratura o secondo altre direzioni. Infine è soggetto agli attacchi dei microorganismi (funghi ed insetti) che possono ridurlo ad una spugna priva di consistenza meccanica.
Queste perplessità, però, si possono considerare superate da tempo. Infatti, a tutti questi inconvenienti hanno posto rimedio sia la secolare esperienza dei costruttori del Nord Europa e Nord America, sia anche l'utilizzo di sistemi e mezzi di classificazione degli elementi strutturali (travi, correnti, ecc.) che permettono un loro inserimento in classi di resistenza codificate da norme nazionali ed europee. Il costruttore, similmente a come fa con il calcestruzzo, può dunque utilizzare materiali a resistenza caratteristica nota.


Copertura in legno lamellare dello Stadio di Reggio Emilia realizzata dalla EuroHolz di Villa Santina (UD).

Queste norme prescrivono anche dei coefficienti correttivi che tengono conto delle condizioni ambientali e dell'entità e della durata dei carichi applicati. Ulteriori prescrizioni sull'esecuzione delle giunzioni fanno cadere tutte le eventuali riserve riguardo alla "tenuta" di strutture costruite in legno.
Per quanto riguarda il problema della durabilità, esso è stato sempre sopravvalutato. Ci sono esempi in Inghilterra di costruzioni lignee in eccellente stato di conservazione risalenti al nono secolo dopo Cristo, nonostante che l'umido clima locale sia estremamente favorevole agli attacchi fungini. Un'accurata esecuzione delle strutture che eviti ristagni d'acqua, un trattamento preventivo del legno con sostanze efficaci sia nei confronti degli insetti che delle colonie di funghi, ed un
minimo di manutenzione sono sufficienti ad assicurare una buona difesa contro queste insidie ed assicurare una durabilità secolare.
Per quanto riguarda l'infiammabilità una impregnazione con ritardanti e l'applicazione alle pareti di intonaci ignifughi riducono a limiti più che accettabili i rischi.
Una volta superate le diffidenze il legno presenta molti vantaggi in fase costruttiva. Esso si presta molto bene alla produzione di elementi prefabbricati facilmente trasportabili ed assemblabili da personale anche non qualificato. Inoltre, gli impianti elettrici ed idraulici possono essere inseriti facilmente nella struttura.
L'abbattimento totale dei costi si stima attoro al dieci percento rispetto ad un'analoga costruzione realizzata in mattoni e calcestruzzo.
Il legno massicico generalmente non viene utilizzato per grandi costruzioni, ma il legno lamellare, grazie alla sua resistenza meccanica, permette di ottenere elementi strutturali di notevoli dimensioni. Esso è costituito da tavolette prive di difetti incastrate ed incollate tra loro a caldo e sotto pressione. Con questo materialie sonostate costruite, per esempio, le arcate del padigione delle esposizioni di Mannheim, che hanno una luce di oltre sessanta metri, In Italia sono costruite in legno lamellare palestre, sale di riunioni e ponti capaci di sopportate traffico pesante. Ma in Francia e Germania il lamellare è molto più diffuso e viene utilizzato sotto forma di parti prefabbricate anche per assemblare capannoni industriali, piccole officine, autorimesse, ecc.
Il legno infine è in grado di soddisfare le esigenze del più accanito degli ecologisti. Infatti in Europa e negli USA gli alberi di latifoglie utilizzati per le costruzioni provengono da foreste situate nell'emisfero settentrionale razionalmente strutturate con piani di rimboschimento approvati e controllati dai governi interessati.
Lo sviluppo delle costruzioni in legno in Italia, dunque, non dipende tanto da fattori di tipo tecnico, ma dal superamento da parte dei costruttori e dei potenziali clienti di quelle remore di tilo culturare che ne hanno finora impedito la diffusione.


Per un approfondimento su questi argomenti si consiglia la lettura del capitolo & del libro "Manuale dei Materiali per l'Ingegneria", AIMAT, Autori Vari, Ed. McGraw Hill Libri Italia, Milano, 1996.