LA POSA DELLA PIETRA

Vittorio Riunno - Mapei

     
L'avvento delle nuove tecnologie di produzione ha permesso di tagliare le pietre naturali, in spessori sottili (fino a 8-10 mm). Da ci˛ Ŕ derivata una forte richiesta di questi materiali come rivestimenti.

La posa di questi materiali sottili spesso rappresenta un grosso problema per i posatori; infatti, il rigonfiamento dello strato inferiore della lastra provocato dall'assorbimento d'acqua della malta o dell'adesivo cementizio, provoca un'imbarcamento della pietra.

Sino a qualche tempo fa l'unica soluzione per rimuovere questo inconveniente era l'utilizzo di adesivi privi d'acqua che hanno, per˛, lo svantaggio di essere costosi.

Al fine di risolvere tali problemi Ŕ stato condotto uno studio per quantificare la sensibilitÓ all'acuqa dei suddetti materiali.

In collaborazione con un produttore di macchine per il controllo di piastrelle ceramiche, Ŕ stata realizzata un'apparecchiatura consistente in un piano di appoggio rettificato e di 7 rilevatori digitali di movimento, collegati ad un computer per la registrazione in continuo dei dati.



Prova di stabilitÓ dimensionale su una lastra di pietra.

Con questa apparecchiatura sono state condotte prove di simulazione su vari materiali lapidei. La lastra Ŕ stata posizionata sullo strumento appoggiata su tre angoli in modo che sullo spigolo lasciato libero si potevano misurare eventuali movimenti. Sulla lastra, veniva, quindi steso un feltro bagnato, o un adesivo cementizio. Sono stati posizionati, quindi, i 7 strumenti, di cui 3 per controllare i movimenti di ritiro o espansione e gli altri 4 per misurare gli eventuali imbarcamenti.

Dopo aver eseguito la misura della stabilitÓ dimensionale in presenza del feltro bagnato con acqua e averne analizzato i risultati si pu˛ procedere alla scelta dell'adesivo pi¨ adatto, verificandone con lo stesso strumento la prestazione in condizioni reali. Su un supporto rigido non assorbente viene posato il materiali in esame utilizzando l'adesivo scelto; la prova precedentemente descritta viene ripetura in queste condizioni, proseguendo nella rilevazioni sino a quando l'adesivo non ha completato la presa.

Per la scelta dell'adesivo adatto Ŕ importante la precisa valutazione dei movimenti ottenuti durante la prova di simulazione, sia per quanto riguarda l'ampiezza dei moviment sia, soprattutto, per quanto riguarda il tempo in cui si sono verificati, Infatti, movimenti anche significativi, ma con un andamento lento e regolare, rilevati dopo 10-12 ore, possono essere facilemnte contrastati e vinti con l'impiego di un adesivo a presa rapida che blocca il materiale giÓ dopo 3-4 ore, impedendogli ulteriori deformazioni.

Dopo aver valutato un gran numero di pietre Ŕ stata ipotizzata una classificazione dei materiali lapidei in base alla loro stabilitÓ dimensionale in presenza di umiditÓ.

Il primo gruppo, A, Ŕ costituito dai materiali che presentano un imbarcamento inferiore a 0.3 mm. Questi materiali, tra i quali il Bianco Carrara, Il Rosso Verona, la maggior parte dei Graniti d'Assisi, possono essere considerati stabili; di conseguenza, per la scelta dell'adesivo, ci si baserÓ su considerazioni quali il supporto su cui devono essere applicati, le sollecitazioni possibili e i tempi di realizzazione del lavoro.

Il secondo gruppo, B, Ŕ costituito dai materiali che evidenziano movimenti da 0.3 a 0.6 mm giÓ entro le prime 6 ore dopo la posa. In questo caso l'utilizzo di malta o adesivi cementizi usuali provocherebbe imbarcamenti tali da pregiudicare l'adesione o la planaritÓ. In questa classe rientrano: alcune Ardesie, il Bianco Zandobbio, il Bianco Nero Carrara, agglomerati vari. Per questi materiali, Ŕ stato sviluppato uno speciale adesivo bicomponente a base cementizia che blocca la pietra giÓ dopo 3 ore dalla posa ed Ŕ perfettamente asciutto dopo 24 ore. Con questo adesivo, oltre a bloccare gli imbarcamenti si riduce anche la possibilitÓ di passaggio in superficie di eventuali sali solubili trasportato dall'acqua della malta cementizia e provenienti dal supporto, con conseguente formazione di antiestetiche efflorescenze o macchiature sulla superficie del rivestimento ceramico.

Nell'ultima categoria, C, rientrano i materiali che hanno deformazioni superiori a 0.6 mm entro le prime 6 ore. Tra questi materiali possiamo citare i Verdi delle Alpi, il Rosso Levanto e alcune Ardesie. Per la posa di questi materiali l'unica possibilitÓ rimante quella di un adesivo bicomponente di tipo poliuretanico che, non contenendo acqua, non provoca nessun fenomeno d'imbarcamento.

Anche lo spessore della lastra influenza il comportamento; per esempio una serie di prove su ardesia ha dato i seguenti risultati dopo 3 ore: nelle pietre con spessore di 20 mm l'imbarcamento Ŕ stato di 0.12 mm; in quelle con spessore di 10 mm l'imbarcamento ha raggiunto il valore di 1.48 mm. Il primo materiale rientra nella classe A e non presenta alcun problema di posa anche con adesivi a base cementizia tradizionale. Il secondo invece rientra nella classe C, e quindi, l'unica soluzione possibile per evitare l'imbarcamento rimante l'adesivo bicomponente di tipo poliuretanico.

Per un apporfondimento sulla posa del legno e della pietra si pu˛ consultare il libro "Do-it-yourself flooring" di B.J. Braash e D. Rutherford, Ed. Lane Publishing, California, USA, 1982.